Completato il primo triennio di registrazione, attuato il primo programma d’interventi di miglioramento ambientale che ha visto la realizzazione, val la pena ricordarlo, di 74 interventi sui tre aspetti ambientali prioritari, per una spesa totale di oltre 4,4 milioni di euro, e in buona misura raggiunti gli obiettivi di miglioramento ambientale che ci si era prefissati, la Comunità Montana si è trovata a dover valutare se proseguire con la registrazione e, in caso affermativo, se proseguire lungo la falsariga già tracciata, se apportare modifiche o se modificare radicalmente la propria politica ambientale.
La realizzazione di una analisi ambientale aggiornata ha aiutato ad individuare i risultati ottenuti, gli aspetti di criticità esistenti e quelli emergenti ed ha consentito agli organi amministrativi della Comunità Montana di delineare con maggior efficacia le linee di politica ambientale da promuovere con più insistenza sia direttamente sia con azioni di stimolo verso altre amministrazioni ed uffici.
Un primo elemento di conforto è dato dal riconoscimento, sulla base di dati oggettivi, che il programma ha messo in moto un processo di miglioramento degli aspetti ambientali considerati e, quindi, ha dimostrato una propria efficacia reale.
Il secondo aspetto è che oltre agli aspetti ambientali già inseriti nel sistema di gestione ambientale sin dall’inizio (dissesto, scarichi in acqua e rifiuti), per una serie di motivi socio-economici, si sono aggiunte alcune nuove tematiche (energie rinnovabili e risparmio energetico) per le quali è opportuno, anche se non strettamente necessario, prevedere politiche in grado di garantirne uno sviluppo nel pieno rispetto ambientale.
Lungo queste linee la Comunità Montana ha ritenuto di proseguire nel proprio impegno di miglioramento ambientale e nel mantenimento della registrazione Emas, lasciando sostanzialmente inalterato lo schema di “patto di governance” con i Comuni che la compongono che, nel triennio scorso, ha dimostrato la propria efficacia.